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sabato 17 gennaio 2009

Alla ricerca dell'anfora perduta


Avvistato il Presidente della Camera al largo di Pantelleria. Se vi state chiedendo cosa ci facesse l'onorevole a bordo di un dammuso con in mano un'antica anfora di epoca romana, è presto detto: seppur appassionato di diving e spesso immortalato in abiti informali (muta da sub, pinne e bombole dell'aria), Gianfranco Fini era intento a posizionare alcuni preziosi reperti strappati al mercato clandestino grazie al pronto intervento dei carabinieri, nel parco sottomarino di Cala Gadir, una sorta di banca sommersa dove riposano antichissimi tesori. Un'importante operazione condotta non in solitaria, ma coordinata e supportata da un valido e appassionato gruppo di archeologi.
Certamente uno splendido atto d'amore che sottolinea l'importanza della salvaguardia di tutti i nostri itinerari marini e la loro necessaria tutela e valorizzazione. E, consentitemi, che mette in evidenza quanto l'archeologia non sia affatto dottrina morta e sepolta, ma uno studio permanente che dura da secoli e che pertanto, non solo va rispettata in quanto sapere acquisito, ma autenticata in quanto arte perpetua. Che ha appassionato molti e che continua a lasciare a bocca aperta il mondo intero. Onorevoli compresi.


Da Calì per il momento è tutto.

martedì 28 ottobre 2008

FABIO CALI' CERCATORE DI RICERCHE: 2 - Mistero a Sarajevo


Chissà che le favole non possano avverarsi davvero. Se lo saranno probabilmente chiesti di recente gli abitanti di Visoko, a 30 km da Sarajevo, all'arrivo dell'archeologo americano-bosniaco Semir Osmanagic, convinto di aver individuato sotto a delle curiose colline triangolari, la piramide del Sole, della Luna e del Drago.

Gli scavi, avviati due anni fa nella valle, hanno riportato alla luce cunicoli comunicanti, tunnel sotterranei e addirittura strade lastricate. I più scettici credono saldamente nell'abbaglio, ma chiunque, prima di trascinare qualcuno o qualcosa in giudizio ed emettere la propria sentenza, dovrebbe informarsi ulteriormente.

Valutare tutte le ipotesi è il primo passo per raggiungere un obiettivo e anche in questo caso si dovrebbe giudicare a partire dai dati (certi) raccolti: sappiamo, ad esempio, che il risultato dell'esame effettuato con il carbonio 14 ha stabilito che i primi lavori in pietra risalirebbero ad addirittura 12000 anni fa e che nelle vicinanze, altre colline sospette prometterebbero ulteriori piramidi. Insomma, una vera e propria civiltà preistorica si starebbe riaffacciando al mondo e la straordinaria scoperta potrebbe rivoluzionare la storia europea.

Persino la comunità scientifica ha inizialmente storto il naso davanti alla probabile ennesima stranezza balcanica, ma ha dovuto ricredersi in fretta di fronte ai dati empirici che i vari rilevamenti hanno portato alla luce. A quella che potrebbe rivelarsi come una delle più grandi conquiste dell'archeologia, stanno lavorando un copioso gruppo di geologi dell'università di Tuzla, specialisti in sedimentologia, mineralogia e petrografia, coadiuvati da un altrettanto folto numero di volontari desiderosi di comparire tra i protagonisti di questo straordinario rinvenimento.

E se al sacro si accompagna sempre il profano, basterà aggiungere che a Visoko si sono già moltiplicati i menù a tema nei ristoranti e le varie pizzerie "della piramide". A questo punto verrebbe quasi da chiedersi: Semir Osmanagic è l'uomo che ha svelato un mistero o che ha compiuto un miracolo?

Un saluto ai più curiosi da Calì.

domenica 19 ottobre 2008

Qui e ora

Ogni gioco prevede che di fronte al giocatore sieda il suo avversario. Ma nella roulette della vita, in questo vorticoso giro di esperienze, processi ed occasioni mancate, chi decide il momento del nostro turno? E chi saremmo oggi se quella partita avesse avuto luogo in un altro tempo e in un altro spazio? Non vi sto chiedendo chi siamo o dove andremo, ma perché siamo qui. Ora. In questo esatto momento.

Non è un'inchiesta o un semplice sondaggio, ma una delle domande che ogni uomo in carne ed ossa si pone e deve porsi. Avete mai pensato al motivo per cui appartenete a una generazione telemaniaca piuttosto che ad una incipriata e parruccata in perfetto stile settecentesco? Voglio dire, perché il 2008 e non l'82? O magari l'8002, scongiurando qualsiasi previsione apocalittica e smentendo le più amare profezie? C'è qualche demiurgo che tira le fila dell'universo o secondo voi ci muoviamo nel caos più completo? Abbiamo noi stessi dei piani o c'è qualcuno che conta i nostri passi ancor prima d'iniziare il cammino?

Quante domande, lo so, ma se è vero che ogni uomo è un mago, il suo più grande sortilegio non può che essere quello di aprire gli occhi e farsi mille domande su ciò che ha di fronte. D'altronde siamo uomini. Nati per vivere e per lasciare il segno.



E anche per oggi, in questo blog, Calì ha lasciato il suo.

domenica 12 ottobre 2008

Arriviamo al punto

Finalmente ho trovato il tempo di aprire questo spazio. Uno spazio privato di Fabio Calì che non vede l'ora di diventare pubblico, aperto a chiunque abbia interesse a condividere la propria conoscenza in materia di misteri, leggende e archeologia nascosta.
Qui si parla di ricerca. Di inchiesta. Di domande e risposte. Una sorta di processo privato all'attendibilità e alla verificabilità di certe leggende, di certe voci, di certe accuse.
Qui si parla di quella parte di realtà che fugge dalle cronache, che si lascia dietro una lunga traccia di domande, sempre più complesse perché trovano risposte sempre meno chiare.

Mi piacerebbe mettere la mia passione al servizio di queste domande. Chiunque sia interessato all'archeologia nascosta, a quei piccoli e grandi misteri che l'umanità e, soprattutto, la Natura, da sempre ci riservano, è il benvenuto in questo spazio, anche per lasciare commenti e suggerimenti, affinché, da piccolo spazio personale, questo blog possa diventare un portale che accolga tutti coloro che condividono questa passione.
A chi semplicemente, poi, si sente affascinato ed è curioso di entrare in un mondo di segreti, oltre al benvenuto estendo un deciso incoraggiamento.

E speriamo in una bella avventura.

Fabio Calì