martedì 28 ottobre 2008

FABIO CALI' CERCATORE DI RICERCHE: 2 - Mistero a Sarajevo


Chissà che le favole non possano avverarsi davvero. Se lo saranno probabilmente chiesti di recente gli abitanti di Visoko, a 30 km da Sarajevo, all'arrivo dell'archeologo americano-bosniaco Semir Osmanagic, convinto di aver individuato sotto a delle curiose colline triangolari, la piramide del Sole, della Luna e del Drago.

Gli scavi, avviati due anni fa nella valle, hanno riportato alla luce cunicoli comunicanti, tunnel sotterranei e addirittura strade lastricate. I più scettici credono saldamente nell'abbaglio, ma chiunque, prima di trascinare qualcuno o qualcosa in giudizio ed emettere la propria sentenza, dovrebbe informarsi ulteriormente.

Valutare tutte le ipotesi è il primo passo per raggiungere un obiettivo e anche in questo caso si dovrebbe giudicare a partire dai dati (certi) raccolti: sappiamo, ad esempio, che il risultato dell'esame effettuato con il carbonio 14 ha stabilito che i primi lavori in pietra risalirebbero ad addirittura 12000 anni fa e che nelle vicinanze, altre colline sospette prometterebbero ulteriori piramidi. Insomma, una vera e propria civiltà preistorica si starebbe riaffacciando al mondo e la straordinaria scoperta potrebbe rivoluzionare la storia europea.

Persino la comunità scientifica ha inizialmente storto il naso davanti alla probabile ennesima stranezza balcanica, ma ha dovuto ricredersi in fretta di fronte ai dati empirici che i vari rilevamenti hanno portato alla luce. A quella che potrebbe rivelarsi come una delle più grandi conquiste dell'archeologia, stanno lavorando un copioso gruppo di geologi dell'università di Tuzla, specialisti in sedimentologia, mineralogia e petrografia, coadiuvati da un altrettanto folto numero di volontari desiderosi di comparire tra i protagonisti di questo straordinario rinvenimento.

E se al sacro si accompagna sempre il profano, basterà aggiungere che a Visoko si sono già moltiplicati i menù a tema nei ristoranti e le varie pizzerie "della piramide". A questo punto verrebbe quasi da chiedersi: Semir Osmanagic è l'uomo che ha svelato un mistero o che ha compiuto un miracolo?

Un saluto ai più curiosi da Calì.

7 settimane in Tibet

Di ritorno dal Tibet, durante le mie ultime vacanze estive, ho avuto modo di visitare numerosi luoghi della memoria buddhista, dai più piccoli villaggi sperduti in queste lande silenziose, desolate, dove le preghiere, scritte su pezzi di stoffa e attaccate a paletti, soffiano col vento, sprigionando un'aura di misticismo misto a carne essiccata, dove fisco e metafisico si scontrano e cozzano con estrema nonchalance.

Fra le vie di Lhasa si incontra un'umanità varia e ormai anche qui, anche se con fatica, affiorano i primi sentori di un mondo tristemente globalizzato, dove le tradizioni stentano a sopravvivere e una corruzione sempre più aggravata si fa strada.
A Gyantse, cittadina a quasi quattromila metri di altitudine, troviamo l'antichissimo monastero di Pelkor Chode, risalente al 1440, con uno stupa di 108 cappelle su quattro piani, innumerevoli statue, un'atmosfera ieratica di cui difficilmente sono riuscito a liberarmi, e penso sia meglio così.
Mi ritornano in mente le spedizioni naziste del 1938 sponsorizzate direttamente dall'SS Reichsfürher Heinrich Himmler sulla catena montuosa dell'Himalaya, quando ancora ci si chiedeva quale fosse l'origine della stirpe ariana. O Tempora, o Mores!

Da Fabio Calì per ora è tutto.

domenica 19 ottobre 2008

Non c'è bisogno di Albione per avere Stonehenge

A Tre Camini, in località Montano Lucino nel Ticino vicino Como, è stata ritrovata una Stonehenge nostrana: un altro calendario astronomico che di certo nasconde altrettanti misteri della controparte in Gran Bretagna.
Un insediamento celto nel Nord Italia che getta nuove prospettive sull'occupazione territoriale di questa civiltà dalle poche luci e dalle molte ombre. Tale cerchio di rocce monolitiche era un luogo privilegiato per l'osservazione delle stelle, quando ancora si viveva seguendo i regolari cicli che Madre Natura ci ha gentilmente concesso senza chiedere nulla, se non quel minimo di istinto autodistruttivo che ci accomuna.
Ma torniamo a noi e alla nostra banca astronomica: da qui i Druidi, sacerdoti del culto, scrutavano gli astri da una posizione geometricamente ben definita e delimitata, fra resti di necropoli golasecchiane e pasticche per la tosse. Non mancate alla visita, se sarete fortunati anche cerchi nel grano vi aspetteranno con gioia.

Dal Calì è tutto.

FABIO CALI' CERCATORE DI RICERCHE: 1 - Erode il Grande non si consuma mai

Con questo post mi piacerebbe inaugurare la rubrica "Fabio Calì cercatore di ricerche". Mi occuperò di segnalarvi risultati, notizie e opinioni più all'avanguardia, le perle del mercato della ricerca.

A quanto pare un archeologo israeliano ha avuto modo di scoprire in Cisgiordania la tomba del re Erode, colui che edificò le mura Ierosolimitane e le fortezze celeberrime di cui tanto si è scritto, fra le quali Masada.
A due passi da Betlemme, proprio lì dove nacque in una grotta il piccolo Gesù, nell'antica città fortificata di Herodium, in cima ad una collina, si trova questo sepolcro, proprio nel luogo indicato dallo storico antico Giuseppe Flavio, colui che scrisse il Bellum Judaicum.

Da questa posizione si dominava il deserto di Giudea fino al Mar Morto, un luogo simbolico per la sepoltura di un monarca di tale levatura. Il re approntò un locale di 10 metri per 10, accessibile mediante una larga scalinata. Un sarcofago di 2.5 metri dalle squisite decorazioni racchiudeva la nobile salma, sarcofago ritrovato, ahinoi in frantumi, preso a martellate, forse da qualche tombarolo o, molto più probabilmente, dagli ebrei che nel I secolo si ribellarono al dominio romano, gli anni della distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei legionari di Tito e dell'assedio a Masada.

Dal Calì è tutto.

Qui e ora

Ogni gioco prevede che di fronte al giocatore sieda il suo avversario. Ma nella roulette della vita, in questo vorticoso giro di esperienze, processi ed occasioni mancate, chi decide il momento del nostro turno? E chi saremmo oggi se quella partita avesse avuto luogo in un altro tempo e in un altro spazio? Non vi sto chiedendo chi siamo o dove andremo, ma perché siamo qui. Ora. In questo esatto momento.

Non è un'inchiesta o un semplice sondaggio, ma una delle domande che ogni uomo in carne ed ossa si pone e deve porsi. Avete mai pensato al motivo per cui appartenete a una generazione telemaniaca piuttosto che ad una incipriata e parruccata in perfetto stile settecentesco? Voglio dire, perché il 2008 e non l'82? O magari l'8002, scongiurando qualsiasi previsione apocalittica e smentendo le più amare profezie? C'è qualche demiurgo che tira le fila dell'universo o secondo voi ci muoviamo nel caos più completo? Abbiamo noi stessi dei piani o c'è qualcuno che conta i nostri passi ancor prima d'iniziare il cammino?

Quante domande, lo so, ma se è vero che ogni uomo è un mago, il suo più grande sortilegio non può che essere quello di aprire gli occhi e farsi mille domande su ciò che ha di fronte. D'altronde siamo uomini. Nati per vivere e per lasciare il segno.



E anche per oggi, in questo blog, Calì ha lasciato il suo.

giovedì 16 ottobre 2008

Il mistero delle piramidi


Imponenti, le piramidi, imponenti e misteriose. Una sorta di banca in cui la Storia ha deciso di mettere al sicuro molti dei propri tesori. Tutto sta ad aprire lo scrigno. Tutto sta a intepretare dei segni. E' un viaggio complesso e affascinante. Roba da far invidia a Roberto Giacobbo...
Costruzioni meravigliose, degne d'un dio, erette ormai più di tremila anni fa: chi le ha costruite? L'uomo? Una civiltà ormai scomparsa? Gli UFO?

Mi permetto di creare un mix tra i tre aspetti di questo affascinante capitolo della Storia. Come sappiamo, ciclicamente la Terra su cui viviamo è sottoposta a grandi sconvolgimenti: eruzioni, comete, cataclismi, il tutto dovuto a congiunzioni astrali non proprio favorevoli. Un tale sconquassamento provoca spesso la scomparsa di specie (si vedano i dinosauri), fra cui, a mio avviso, e non solo, quella umana vissuta decine di migliaia di anni fa. Non si è ancora riusciti a datare la sfinge, erosa assai più che le piramidi a cui essa fa da guardia da molto tempo. Tecnologie aliene concesse, con estrema generosità, ad una civiltà ormai scomparsa. Riaffronteremo la questione.

Da Fabio Calì è tutto.

domenica 12 ottobre 2008

Arriviamo al punto

Finalmente ho trovato il tempo di aprire questo spazio. Uno spazio privato di Fabio Calì che non vede l'ora di diventare pubblico, aperto a chiunque abbia interesse a condividere la propria conoscenza in materia di misteri, leggende e archeologia nascosta.
Qui si parla di ricerca. Di inchiesta. Di domande e risposte. Una sorta di processo privato all'attendibilità e alla verificabilità di certe leggende, di certe voci, di certe accuse.
Qui si parla di quella parte di realtà che fugge dalle cronache, che si lascia dietro una lunga traccia di domande, sempre più complesse perché trovano risposte sempre meno chiare.

Mi piacerebbe mettere la mia passione al servizio di queste domande. Chiunque sia interessato all'archeologia nascosta, a quei piccoli e grandi misteri che l'umanità e, soprattutto, la Natura, da sempre ci riservano, è il benvenuto in questo spazio, anche per lasciare commenti e suggerimenti, affinché, da piccolo spazio personale, questo blog possa diventare un portale che accolga tutti coloro che condividono questa passione.
A chi semplicemente, poi, si sente affascinato ed è curioso di entrare in un mondo di segreti, oltre al benvenuto estendo un deciso incoraggiamento.

E speriamo in una bella avventura.

Fabio Calì