mercoledì 21 gennaio 2009

Almadel, spiriti angelici a raccolta


Truffe secolari, imbrogli e maxi imbrogli della storia a parte, di Magia non avevamo ancora parlato. Fabio Calì vi porta ora a spasso tra gli archivi e i fascicoli che raccolgono testimonianze di un potere oscuro. Un viaggio, quello insieme al vostro Calì, all'interno di quella banca di informazioni accessibile a pochi. Vi farò, insomma, da archivista e banchiere, da tesoriere, nel rivelarvi che non solo magia Nera, ma anche magia Bianca tra le pagine di un passato avvolto nelle tenebre. L'Almadel, scritto per individuare ed intraprendere la strada della comunicazione angelica e per consentire agli spiriti benigni di intercedere tra noi, esseri umani e comunissimi mortali, e la nostra elevazione spirituale, raggiungibile passando attraverso le più lecite soddisfazioni terrene, è un antico libro il cui originale ebraico viene correntemente fatto risalire direttamente al grande re Salomone. Su questo libro molto è stato compreso, ma tanto altro c'è ancora da capire. Proprio per i suoi contenuti assolutamente dominati da presenza angeliche prive di alcun riferimento demoniaco, durante tutti questi secoli la Chiesa non ha alzato un dito per modificarlo e rimaneggiarlo, a differenza di molti altri Grimori, trasformati e mutilati fino a diventare quasi irriconoscibili. Le presenze angeliche citate nel testo dominerebbero le torri (chiamate anche parti del mondo), che non sarebbero altro che i quattro punti cardinali conosciuti ai più, utilizzati non per fare del male, ma per compiere il bene. Se ne servirebbero, infatti, per ottenere qualsiasi desiderio che non sia assolutamente mosso da perfidie, sentimenti di rivalsa o negatività varie, in nome dell'Altissimo e non solo per sé, ma soprattutto a favore del prossimo. Occorre a questo punto specificare che pare non si tratti di un testo autonomo e pienamente rivolto ad intenti benigni, ma in realtà rappresenta l'ultima (e più sconosciuta) parte del trattato di evocazione demoniaca ed angelica Lemegeton. Ecco allora il motivo della sua specificità benevola, della sua totale assenza di riferimenti al Maligno e dell'indifferenza dell'istituzione ecclesiastica. Entrando nel dettaglio contenutistico del libro, l'Almadel descrive accuratamente le modalità attraverso cui costruire il talismano omonimo, teso ad evocare gli spiriti angelici ed associato ad altri particolari strumenti come le erbe, le candele, i colori , gli incensi, le pietre e i Salmi ad essi collegati. Seguendo la celebre legge ermetica "Come in alto, così in basso", viene alla luce l'importantissimo legame che collega strettamente il mondo fisico ai Mondi Superiori, di cui rappresenta solo un riflesso e una proiezione in scala ridotta. In magia questa legge fondamentale viene definita Analogica o delle Corrispondenze poiché prevede un legame tra due dimensioni apparentemente distinte e separate. Attraverso questo dogma magico possiamo comprendere quanto il riflesso angelico rispecchi la propria luce ed il proprio splendore in molti dei fenomeni e degli elementi che popolano il nostro mondo e quanto questa dimensione spirituale magica e benevola sia più vicina di quanto crediamo. In realtà è difficile stabilire con assoluta lucidità e certezza se si tratti di pura suggestione o di un indizio che potrebbe davvero condurre l'uomo al Bene supremo. A me ogni tanto piace credere che a prescindere da tutto, l'uomo non sia la mela marcia che tutti vogliono farci credere e che persino alla più perfida e distruttrice delle creature viventi possa essere destinata una piccola porzione del bene universale.

Anche per oggi da Calì è tutto.

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